Le vie dell’Asia – Corriere della Sera

Da Le vie dell’Asia – Corriere della Sera

PRIMAVERE E AUTUNNI_JPG9

di Marco Del Corona

1931, il signor Wu a Milano. “L’epopea di mio nonno è un fumetto”

24 SETTEMBRE 2015 | di Marco Del Corona

Quando Wu Li Shan nel 1931 arrivò in treno a Milano aveva, dietro di sé, un viaggio in nave dall’Oriente verso l’Europa e, con sé, il nome del connazionale che lo avrebbe aiutato a insediarsi, lavorare, cominciare una vita. Wu, soprattutto, aveva ben piantata dentro di sé tutta la Cina lasciata alle spalle: il villaggio di Qing Tian (Campo verde), tra le colline della regione dello Zhejiang, una vasta famiglia di piccoli proprietari terrieri che gli aveva permesso di crescere istruito (il clan dei Wu, appunto) e l’appartenenza a un mondo dove non avrebbe mai più messo piede.

Ciò che Wu non poteva immaginare era che, 84 anni dopo, la sua privatissima e universale epopea sarebbe diventata inchiostro e immagini, tavole e parole, una storia a fumetti disegnata dal nipote, Matteo Demonte, insieme con la compagna Ciaj Rocchi. Strisce e qualcosa di più: un ricongiungimento a posteriori, l’omaggio a una storia di immigrazione e di integrazione riuscita che, attraverso il quartiere Sarpi-Canonica, narra tutta Milano e, attraverso Milano, rimanda all’Italia. Dettaglio su dettaglio, numero civico su numero civico.

_MG_3275low

In «Primavere e autunni» (la graphic novel, edita da Becco Giallo, esce oggi, pagine 162, e 18, con un testo di Daniele Brigadoi Cologna) Rocchi e Demonte hanno lavorato su memorie famigliari, materiali custoditi con cura: le fotografie di Wu, i suoi documenti, le lettere. Una traccia che lega insieme le trasformazioni della Cina e quelle della nazione d’adozione, con le ansie per la propria condizione in un Paese ignoto che man mano mutano nelle preoccupazioni per la sorte della famiglia d’origine, travolta dalla guerra con il Giappone, dalla guerra civile, dalle diverse stagioni del comunismo di Mao Zedong. I due autori, compagni nella vita e nell’avventura creativa, mettono in scena la vicenda imprenditoriale di un uomo che cominciò vendendo cravatte, battendo Milano e la provincia con la tenacia e un ottimismo della volontà che univa (e unisce) i connazionali lasciati in patria e i nuovi concittadini trovati a Milano. Scopriremo, avanzando nella storia a fumetti, che Wu Li Shan riuscì a mettere in piedi un laboratorio di pelletteria, prima a gestione familiare e poi coinvolgendo soci cinesi e italiani.

Famiglia, famiglie. A quella d’origine, infatti, si aggiunge la famiglia che Wu Li Shan si crea a Milano. Una storia d’amore di quartiere: perché Li Shan conosce Giulia, immigrata anche lei, ma dalle campagne del Cremonese. Distanze diverse, stesso destino. E una lingua franca: il dialetto. Si sposano nella chiesa della Santissima Trinità, allora in via Giannone, e nasceranno due maschi, Luigi e Angelo, e una bimba, Luciana, che nel 1973 diventerà mamma di Matteo Demonte, il coautore del libro (Angelo, con il cognome trascritto Ou, è una figura nota tra gli italocinesi).

È Giulia il veicolo decisivo dell’integrazione. Sostiene la voglia di farcela di Wu, è il solido appiglio, lo affianca nel lavoro. «Sono stati proprio i racconti di mia nonna a farmi capire come fossero andate le cose. La vicenda di mio nonno una ventina d’anni fa era stata identificata come caso esemplare dagli studiosi dell’immigrazione cinese e adesso è diventata una storia viva», spiega Demonte. Il quale, in una famiglia ormai assimilata e italianizzata, aveva già avviato un suo percorso a ritroso verso le radici, studiando cinese e arti marziali. «In origine pensavamo di farne un’animazione, e non è detto che “Primavere e autunni” non possa diventare davvero anche un cartone animato, in futuro», aggiunge Ciaj Rocchi, videomaker.

La parabola di Wu Li Shan accompagna Milano dagli anni Trenta agli anni Settanta e non nasconde la pagina dimenticata delle persecuzioni che il regime fascista riservò ai cinesi d’Italia, di fatto cittadini di una nazione nemica. Molti subiscono deportazioni e internamento, i Wu — con Giulia che aveva rinunciato alla cittadinanza italiana e aveva assunto quella cinese — se la cavano.

Dopo il boom, un finale malinconico. Li Shan si mette un po’ ai margini di una comunità che via via perde la coesione dei primi decenni, hanno un ruolo persino i rivolgimenti ideologici del Novecento. Uno snodo complicato che il fumetto rende invece chiaro. Quando approdò in Italia, infatti, Wu veniva dalla Repubblica nazionalista della quale era leader Chiang Kai-shek. L’affiliazione di Li Shan alla Repubblica nazionalista era rimasta anche dopo il 1949, quando Mao Zedong aveva sconfitto Chiang e preso il potere. Chiang si era rifugiato sull’isola di Taiwan, unico lembo di Repubblica nazionalista. Quando negli anni Settanta il mondo e l’Italia riconoscono come «Cina» non più la Taiwan nazionalista di Chiang ma la Repubblica Popolare di Mao, Wu non tradisce la propria lealtà originaria. È uno dei pochissimi a farlo, a Milano, mentre l’associazione locale dei cinesi cambia bandiera e si lega a Pechino.

Li Shan si ritrova dunque cinese senza Cina o senza la sua Cina. Un isolamento che anticipa così la nuova stagione della città e del quartiere, dove ai vecchi legami si sostituiscono una mobilità e uno slancio «globali». È anche per questo motivo che alla presentazione del volume, domani al bookstore della Triennale (ore 19), gli autori hanno voluto con sé gli italiani d’origine cinese, i rappresentanti della comunità cinese e del consolato della Repubblica Popolare a Milano. Autunni e primavere hanno pur sempre bisogno di radici.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...