La Cina plurale dello Yunnan Minoranze, storie, segreti in una graphic novel

Da La Lettura

L’identità della regione di confine sulla quale Pechino investe tanto si intreccia con suggestioni hollywoodiane e contaminazioni culturali

di MARCO DEL CORONA

L’etnia miao dello Yunann, in Cina (tavola di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte)
L’etnia miao dello Yunann, in Cina (tavola di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte)

Delle molte Cine che compongono la Cina, lo Yunnan è una delle più mutevoli. Regione del sudovest della Repubblica popolare, poggia sulle propaggini orientali del Tibet e discende fino ai confini tropicali con il Vietnam, il Laos e la Birmania. I viaggiatori lo sanno: la varietà della sua geografia porta con sé la varietà delle sue etnie, dai tibetani (e minoranze affini) fino alle genti bai e sani, dai miao (che in Indocina vengono indicati come hmong) fino ai dai, linguisticamente e culturalmente affini ai thai.

L’essere terra di frontiera, ha fatto dello Yunnan un crocevia della storia. Invasioni, la via meridionale della seta, signori della guerra, ribelli d’ogni sorta, la fuga oltreconfine dei soldati nazionalisti di Chiang Kai-shek battuti da Mao Zedong alla fine della guerra civile: le storie che hanno attecchito nella regione “a sud delle nuvole” (questo significano i due caratteri del suo nome) sono una vasta e stratificata sceneggiatura. Bruce Chatwin rimase sedotto dalla cultura dei naxi, l’etnia che rende(va) speciale la cittadina di Lijiang, una bellezza riconosciuta dall’Unesco che sta soccombendo ai colpi del turismo di massa cinese: il racconto del suo incontro con un medico locale, il dottor Ho, resta tra le sue pagine più brillanti, e costui ancora nell’estate del 1998 si divertiva a saltar fuori all’improvviso dalla sua casa nella campagna gridando al viaggiatore in bicicletta: I’m the famous doctor Ho, do you know mister Chatwin the writer? Sull’efficacia delle sue tisane officinali, a tanti anni di distanza, «la Lettura» non è ancora in grado di pronunciarsi…

Ma lo Yunnan è anche un laboratorio delle trasformazione della Cina, una prova del vertiginoso ritmo dei suoi cambiamenti. La località tibetana di Zhongdian è stata ribattezzata Shangri-la per capitalizzare sulla florida, e purtroppo irriguardosa, industria turistica, confidando anche nelle le suggestioni hollywoodiane di un film come Orizzonti perduti. L’antica e scenografica cittadina di Dali, bagnata da un magnifico lago, si è trasformata da tappa di un turismo fricchettoneggiante zaino in spalla a meta di hipster con caratteristiche cinesi e professionisti urbani in vena di rigenerazione, mentre le autorità locali hanno deciso di erigere di nuovo le antiche mura già abbattute in epoca maoista in spregio al feudalesimo debellato. Il capoluogo Kunming è ormai una metropoli simbolo dell’espansione industriale ed economica verso ovest, ma anche una città che guarda ai Paesi a sud, l’avanzata Thailandia e la promettente Birmania in primis. Restano tuttavia sottotraccia, qui, le tensioni etniche che altrove , dalle aree tibetane al Xinjiang musulmano e turcofono, sono esplose.

Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, nella graphic novel inedita che hanno offerto a «la Lettura», percorrono lo Yunnan condividendo con noi lo stupore di una Cina plurale e resistente agli stereotipi. I due autori, che in un libro si sono cimentati con la storia dell’immigrazione cinese nella loro Milano (dallo Zhejiang proveniva il nonno materno di Demonte), fanno in un certo senso un viaggio nella direzione opposta. Ci portano là dove la Cina si spalanca all’altro. Un fumetto di incontri al quadrato.

Di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte «la Lettura» ha pubblicato il 6 dicembre (numero 210) la graphic novel Quanto pesa la zanzara dedicato alla scienziata Tu Youyou, vincitrice quest’anno del Nobel per la Medicina.

A sud delle nuvole
A sud delle nuvole

Ciaj Rocchi e Matteo Demonte

Ciaj Rocchi (Milano, 1976) e Matteo Demonte (Milano, 1973) sono videomaker prestati al fumetto. Per BeccoGiallo hanno pubblicato La traiettoria delle lucciole, antologia del nuovo giornalismo a fumetti italiano, e la graphic novel Primavere e autunni, sull’immigrazione cinese. Nel 2005 hanno fondato la Gkl Film, collettivo di registi, attori e tecnici con cui continuano a collaborare.
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