Primavere e autunni su ELLE

Da Elle

Primavere e autunni: storia vera di Wu Li Shan, un cinese a Milano

Un immigrato cinese a Milano negli anni Trenta è il protagonista della graphic novel Primavere e autunni di Rocchi e Demonte

«Clavatte due lile!».
Lo sapevate che prima dei “vu’ cumprà” a Milano ci sono stati i venditori ambulanti cinesi di cravatte? Erano gli anni Trenta e l’Italia era quella del Duce quando i primi immigrati dalla lontanissima Cina iniziarono a giungere nel nostro Paese.

All’avvincente storia di uno di loro, Wu Li Shan, è dedicata la graphic novel Primavere e autunni di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte (edita da BeccoGiallo), lui studioso di cultura cinese, lei produttrice, insieme fondatori di un collettivo di videomaker e attori.

CARTOLINA

Cosa c’entrano due ragazzi milanesi con la storia di un immigrato cinese? Semplice: Wu Li Shan è uno dei nonni di Matteo. Il resto della famiglia è italiano. All’epoca, come racconta questo interessantissimo libro, i cinesi che partivano per l’Italia erano quasi tutti uomini, e ventenni. Venivano per lo più dallo Zhejiang, come Wu Li Shan, che era originario di Qingtian. Erano attratti dalla possibilità di diventare commercianti ambulanti. Il nonno di Matteo iniziò proprio così, vendendo cravatte per strada e stabilendosi nel “Burg di Scigulatt”, che era per i milanesi l’antica zona dei verdurai (scigulatt letteralmente significa “cipollai”), un quartiere popolare con case di ringhiera. Wu e gli altri costituiranno il primo nucleo della futura Chinatown milanese di via Sarpi e dintorni.

Com’è ovvio, questi ragazzi giovani, che provenivano da una cultura in cui la famiglia ha un ruolo fondamentale, si guardarono intorno per trovare una compagna. Non cinese, perché di ragazze cinesi non ce n’erano. Wu incontrò una bella sarta, che faceva la lavandaia per tirare a campare a Milano. Si chiamava Giulia Bazzini, aveva vent’anni e proveniva da un paese nel Cremonese. Fu colpo di fulmine fra la graziosa lombarda e il distinto cinese, che si convertì al cattolicesimo per compiacere la futura moglie, che voleva un matrimonio in chiesa.

Inizia così l’avventura di coppia di Li Shan e Giulia, che metteranno al mondo tre figli e saranno inseparabili, compagni di vita, di lavoro e sagaci imprenditori.
Rocchi e Demonte, attraverso i fumetti, fanno scorrere la loro vita in parallelo con i cambiamenti sociali e culturali di Milano nel corso del Novecento, offrendoci un affresco in cui si intreccia la storia personale della famiglia Wu con la grande Storia.

In un momento delicato come questo, in cui gli immigrati sono spesso visti come un peso, Primavere e Autunni ha il pregio di farci riflettere sulla ricchezza che Wu e i suoi amici cinesi hanno regalato alla città di Milano con il loro lavoro, integrandosi nella società. Perché Li Shan non rimase ambulante: diventò un imprenditore di successo, creando posti di lavoro anche per altri italiani.

Un particolare curioso e divertente: nella Milano degli anni Trenta, pochi parlavano italiano. E così quando Wu Li Shan si stabilì nella metropoli meneghina, imparò il milanese, che fu il suo italiano. Diventando così più lombardo di un lombardo.

Info: Primavere e autunni di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte. BeccoGiallo, 160 pp., 18 euro.

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