Il gioco degli specchi: migranti, cultura e società

Da Il Gioco degli Specchi

Primavere e autunni

Autori: Ciaj Rocchi, Matteo Demonte
Editore: BeccoGiallo
Luogo di edizione: Padova
Anno: 2015

“Primavere e autunni”: un altro testo che dà valore al mezzo espressivo “fumetto” così spesso sottovalutato e che è ormai ricco di lavori come questo in cui ogni tavola è un’opera d’arte e il racconto ha grande spessore. I due autori hanno ricostruito con rigore storiografico e coinvolgimento emotivo la vita del nonno materno di Matteo Demonte, un immigrato cinese arrivato a Milano nel 1931. Nel raccontare la primavera e l’autunno di Wu Li Shan presentano, con precisione filologica, le varie tappe dell’immigrazione, la vita familiare, la società milanese e nazionale, momenti della storia italiana e di quella cinese che non sono mero fondale del vissuto degli individui, ma lo determinano. Documentano il viaggio attraverso i decenni con immagini che rievocano da una parte la vicenda personale – il lavoro di vendita come venditore ambulante di cravatte poi la nascita dell’azienda di pelletteria, il matrimonio con una ragazza cremonese, i figli, gli amici – , dall’altra i cambiamenti di Milano, strutturali e profondi, nei decenni dagli anni Trenta ai Settanta.

Ciaj Rocchi e Matteo Demonte hanno effettuato un rigoroso lavoro di ricerca, hanno chiesto la collaborazione delle persone coinvolte nella storia e cercato documentazione, nell’intento di mantenere vivo il ricordo e il significato di una esistenza. C’è in questo il senso di una pietà filiale tipica della tradizione cinese, e la cultura cinese, grazie agli studi di Matteo Demonte, emerge ad ogni passo, rievocata già nel titolo che richiama gli “Annali delle Primavere e degli Autunni” attribuiti a Confucio, e continua anche con la scelta di sottolineare e tradurre molti passaggi in cinese. Il cinese prezioso dei caratteri tradizionali, sempre per restare fedeli alla realtà storica, dato che quando Wu scriveva non esistevano ancora gli ideogrammi semplificati. La lingua usata nei rapporti interpersonali è a sua volta fedelmente rievocata, con la trascrizione di quel milanese che all’epoca in città serviva anche agli stranieri per comunicare.

Che vi interessi la sociologia o la complessa costruzione dell’identità o la ricostruzione storica documentata, che vogliate avvicinarvi alla quotidianeità dell’immigrazione, superare gli stereotipi sui cinesi o vedere gli effetti dei grandi eventi nelle vite umane, che amiate l’arte: non perdetevi questo lavoro. Potete assaggiarlo qui: http://blog.beccogiallo.net/anteprime/primavere-e-autunni-vita-e-imprese-del-signor-wu-booktrailer/#.Vo-cF3WFpMy, nel trailer realizzato dai due autori, di solito impegnati nella produzione di video con il loro collettivo GKL Film, lavoro che ha positivamente condizionato anche questa “storia autobiografica”.

 

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