La recensione di Chiara Buchetti

Da Chiara Buchetti

Primavere e autunni

Primavere e autunni
Testi e disegni di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte
Ed. Beccogiallo

primavere e autunni

Primavere e autunni è un racconto autobiografico che attraversa i decenni più significativi dell’immigrazione cinese in Italia e ne racconta le origini: origini caratterizzate da amicizia, inclusione e tolleranza. La storia di Wu Lishan si intreccia alle vicende storiche italiane, che insieme alla moglie Giulia e ai figli vive in prima persona, e a quelle cinesi, vissute da lontano. 

primaveraMatteo Demonte, nipote di Wu Lishan, parte dalla narrazione della storia di suo nonno per tratteggiare la storia dello sviluppo della comunità cinese a Milano, quando ancora forse non c’erano stereotipi e discriminazioni. Nel 1931 Wu Li Shan arriva a Milano, dopo essere stato a Parigi e ad Amsterdam; ha 26 anni e va a vivere nella zona in cui i cinesi arrivati prima di lui si erano già stabiliti. Come i connazionali, anche Wu inizia la sua carriera come venditore ambulante di cravatte ma con il passare degli anni e l’aiuto della comunità riesce ad aprire il proprio laboratorio specializzandosi nella produzione di prodotti in cuoio. Questa è la storia, narrata tra parole (mix perfetto di milanese, cinese tradizionale e italiano) e immagini, della famiglia di Wu Lishan e delle seconde generazioni. La primavera e l’autunno di un pioniere e l’inizio di una grande storia familiare.

Il libro termina con intriganti approfondimenti che toccano aspetti non completamente snocciolati dal fumetto; autunnoil post scriptum di Matteo Demonte racconta i motivi che lo hanno portato a raccontare la storia, la postfazione di Ciaj Rocchi passa in rassegna alcune delle tecniche scelte per realizzarla, il paragrafo di Angelo Ou (figlio del protagonista del volume) si sofferma sulla memoria storica della comunità cinese e l’attenta analisi del sinologo Daniele Brigadoi Cologna inquadra il tutto nel contesto sociale, storico e politico dell’epoca, soffermandosi sul destino, spesso infelice, dei primi immigrati cinesi nel corso della seconda guerra mondiale.

In conclusione, interessante la narrazione in graphic novel, autentica la storia di integrazione e ben fatto l’intreccio tra vicenda personale e nazionale e mondiale! Una lettura per tutti, soprattutto per chi si fa le solite domande sulla comunità cinese in Italia e segue stereotipi e dicerie.

Leggete e riflettete!

 

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