Una nuova recensione per… P&A

Leggi da Scriptorium

Di Martina Sacchi

Stagioni di immigrazione e di integrazione

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Pubblicata nel 2015 e andata in ristampa per ben quattro volte, “Primavere e autunni” di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, graphic novel sui generis, è stata ripresentata nel contesto della manifestazione letteraria di Bookcity 2016 qui a Milano, inserendosi nel tema immigrazione, uno dei grandi protagonisti di questa edizione.

Matteo e Ciaj sono una coppia nella vita e nel lavoro. Il loro progetto iniziale era quello di creare un cartone animato che raccontasse la storia del nonno di Matteo, Wu, cinese appartenente alla prima generazione di immigrati in Italia negli anni ’30. In seguito è parso più naturale e piacevole dedicarsi al cartaceo, creando un fumetto con sfumature di saggistica, semplice, chiaro e decisivo per la comprensione di una realtà poco nota alla maggior parte di noi.

Partendo da una ricerca studiata tra documenti e fotografie di famiglia e d’archivio, Matteo ha scelto di rappresentare Milano, i volti e le sembianze dei suoi famigliari nel modo più realistico possibile, quasi a voler trasporre immagini vere nel contesto narrativo; ed è così che la città e i personaggi che la animano risaltano su una carta dai colori anticati, come cartoline parlanti.

E, per contrasto, nelle pagine in cui si raccontano gli sviluppi della politica cinese in patria, prevalgono, da un certo punto in poi, i colori rossi e sgargianti che sempre accompagnano i manifesti di propaganda legati a Mao e alle sue gesta, giuste o sbagliate che fossero.

La bellezza di questa graphic novel sta anche nel fatto che non vi sia presente un giudizio sugli avvenimenti storici ma soltanto la testimonianza di vita vera di un uomo e della sua famiglia all’interno degli stessi; il fumetto è scandito in decenni e pone sullo sfondo delle vicende biografiche le caratteristiche preponderanti degli sviluppi sociali, industriali e rivoluzionari che hanno toccato il mondo e Milano come città in crescita ed espansione.

Le stesse parole di Matteo ci fanno capire come questo fumetto abbia anche la finalità, più intimista, di rendersi utile come albero genealogico di famiglia, da tramandare di generazione in generazione, raccogliendo le tradizioni e le sfumature di una delle etnie più presenti nella città, quella cinese, con diversità e contrasti al suo stesso interno ma un radicamento oramai forte e stabile.

Per chi ama il genere e per i neofiti, questa graphic novel non può che risultare interessante oltre che stilisticamente bella, un tassello di cultura e conoscenza che, al giorno d’oggi, credo sia fondamentale acquisire.

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